Coppa dei Campioni 1967-68: bis del Real Madrid, Milano out in semifinale

L’undicesima edizione della Coppa dei Campioni richiama 24 squadre e sancisce la conferma del Real Madrid, al suo secondo titolo consecutivo e quarto in cinque anni. La squadra blanca partecipa alla competizione come campione in carica e non come campione nazionale, motivo per cui la Spagna presenta due formazioni ai blocchi di partenza: oltre al Real, si assiste al debutto della Joventut Badalona, capace di porre fine a un lungo periodo di 7 anni di dominio madridista nella Liga. L’Italia, invece, ripropone il Simmenthal Milano di coach Cesare Rubini, piegato in finale nella stagione precedente di Coppa dallo stesso Real ma campione in patria (18° scudetto).

Rispetto all’annata precedente, l’Olimpia saluta la coppia americana composta da Steve Chubin e Red Robbins, puntando su Craig Raymond, centro stazzato di 211 cm per 107 kg appena uscito da Brigham Young University: scelto con la #12 al draft dai Philadelphia 76ers, sarebbe tornato negli States nella stagione successiva per un fugace assaggio di NBA prima di chiudere una breve carriera nella Lega rivale della ABA (American Basketball Association). Come abbiamo avuto già modo di vedere nei ricordi delle stagioni precedenti, il regolamento FIP permette il tesseramento di un solo giocatore extracomunitario, limite che però decade a livello internazionale: Milano sceglie come “straniero di Coppa” Bob Wolf, un esterno appena uscito dall’Università di Marquette.

Diversi cambiamenti colpiscono anche il reparto italiani. L’Olimpia saluta Gabriele Vianello, passato a Venezia, Franco Longhi, Marco Binda e Luciano Gnocchi, e accoglie Mauro Cerioni, Gianfranco Fantin e, soprattutto, Giuseppe “Pino” Brumatti, guardia tiratrice famosa per le sue penetrazioni con arresto di potenza a un tempo, destinato a restare in biancorosso per un intero decennio (fino al 1977).

Turno preliminare

L’Olimpia viene esentata da un turno preliminare di qualificazione che regala comunque situazioni curiose. Il debutto dei campioni scozzesi del Boroughmuir e della formazione marocchina del FAR Rabat si traducono in un bagno di sangue contro le due corazzate spagnole, mentre gli inglesi del Vauxhall Motors BC vengono silurati dal Legia Varsavia con uno svantaggio di ben 102 punti nella partita di ritorno in Polonia.

  • Maccabi Tel Aviv (ISR) – Alsace Bagnolet (FRA) 165-144 (85-62, 80-82)
  • Alvik Stoccolma (SWE) – KTP Kotka 128-139 (67-67, 61-72)
  • Boroughmuir BC (SCO) – Real Madrid (SPA) 112-234 (69-108, 43-126)
  • FAR Rabat (MOR) – Joventut Badalona (SPA) 121-205 (70-96, 51-109)
  • Racing Lussemburgo (LUX) – TV 46 Giessen (GER) 113-148 (63-76, 50-72)
  • Honvéd Budapest (HUN) – KK Zadar (YUG) 129-136 (86-72, 43-64)
  • Steaua Bucarest (ROM) – Panathinaikos Atene (GRE) 124-126 (82-65, 42-61)
  • Vauxhall Motors BC (ENG) – Legia Varsavia (POL) 97-236 (56-93, 41-143)

Ottavi di finale

L’Olimpia entra in tabellone in occasione degli ottavi di finale, e l’urna regala un accoppiamento morbido contro gli austriaci dell’Engelmann Vienna. Nonostante un primo tempo sofferto e chiuso con due lunghezze di svantaggio, Milano archivia la pratica già nella gara d’andata dilagando nella ripresa (95-79 con 23 punti di Wolf e 19 di Masini) e trotterella con un comodo +20 (76-56) nella partita di ritorno, segnata dai 15 punti a testa di Wolf e Brumatti.

  • Panathinaikos Atene (GRE) – KK Zadar (YUG) 141-159 (79-70, 62-89)
  • KTP Kotka (FIN) – CSKA Sofia (BUL) 147-178 (86-89, 61-89)
  • SVE Utrecht (NED) – Real Madrid (SPA) 133-202 (66-90, 67-112)
  • Joventut Badalona (SPA) – Legia Varsavia (POL) 157-113 (87-56, 70-57)
  • MTV 46 Giessen (GER) – Maccabi Tel Aviv (ISR) 134-189 (72-84, 62-105)
  • Benfica (POR) – Racing Mechelen (BEL) 133-261 (59-90, 74-171)
  • Engelmann Vienna (AUT) – Simmenthal Milano (ITA) 135-171 (79-95, 56-76)
  • Altinordu Izmir (TUR) – Spartak Brno (CZE) 130-167 (61-65, 609-102)

Quarti di finale

Come abbiamo già visto nelle stagioni precedenti, i quarti di finale si giocano con la formula di un gironcino a quattro squadre con punti assegnati in funzione della vittoria nel doppio confronto tra le squadre. Milano si ritrova nel Gruppo A assieme ai bulgari del CSKA Sofia, agli spagnoli della Joventut Badalona e agli jugoslavi del KK Zadar.

La partita d’esordio (trasferta bulgara a Sofia) è molto complicata. Milano vince 112-106 dopo un tempo supplementare, ringraziando le serate indiavolate di Craig Raymond (38 punti) e Pino Brumatti (31). La gara di ritorno si gioca su ritmo più basso, e l’Olimpia si aggiudica la serie e i primi due punti in classifica imponendosi per 76-64 con 18 punti di Masini e 15 di Raymond.

Il secondo ostacolo, i campioni spagnoli del Badalona, viene superato in maniera brillante. Milano controlla la partita d’andata sin dalle battute iniziali arrivando sul +20 all’intervallo e amplia poi la forbice nella ripresa chiudendo sul 90-59, ispirata dai 28 punti di Masini e dai 24 di Raymond. La gara di ritorno si traduce in una sconfitta di misura per 72-71 (Raymond 31, Wolf 14), ma ininfluente per la conquista di altri due punti in classifica con la matematica qualificazione alle semifinali.

La terza e ultima serie, contro gli sloveni del KK Zadar (Zara), è uno spareggio per il primo posto nel girone. L’Olimpia si aggiudica il match di andata per 75-60 (Masini 23, Wolf 22), ma una pesante sconfitta per 90-66 nel match di ritorno in trasferta lancia lo Zadar ai quarti come capolista del Gruppo A. L’altro girone, invece, promuove i campioni in carica del Real Madrid e i cechi dello Spartak Brno.

  • CSKA Sofia (BUL) – Simmenthal Milano (ITA) 106-112
  • Simmenthal Milano (ITA) – CSKA Sofia (BUL) 76-64
  • Simmenthal Milano (ITA) – Joventut Badalona (SPA) 90-59
  • Joventut Badalona (SPA) – Simmenthal Milano (ITA) 72-71
  • Simmenthal Milano (ITA) – KK Zadar (YUG) 75-60
  • KK Zadar (YUG) – Simmenthal Milano (ITA) 90-66
#SquadraVittorieSconfitte
1.KK Zadar*30
2.Simmenthal Milano*21
3.Joventut Badalona12
4.CSKA Sofia03
* qualificate per la Final Four
#SquadraVittorieSconfitte
1.Spartak Brno*30
2.Real Madrid*21
3.Maccabi Tel Aviv12
4.Racing Mechelen03
* qualificate per la Final Four

Semifinali

Il sistema delle Final Four adottato negli ultimi due anni del torneo cede il passo al ritorno delle semifinali con gare di andata e ritorno. Milano è accoppiata con i cechi dello Spartak Brno, avversario durissimo. La gara di andata, giocata al PalaLido, comincia malissimo: l’Olimpia precipita sul -14 all’intervallo (19-33) ma trova la forza per imbastire un’epica rimonta vincendo 64-63 (Wolf 27, Raymond 16). Il +1, però, è un vantaggio indifendibile sul parquet avversario: spinto da Jan Bobrovský (27), František Konvička (26) e Vladimír Pištělák (26), lo Spartak rifila 103 punti alla difesa milanese e strappa il pass per la finale assieme al Real Madrid, vincitore della sfida contro il KK Zadar.

  • Real Madrid (SPA) – KK Zadar (YUG) 144-127 (76-62, 68-65)
  • Simmenthal Milano (ITA) – Spartak Brno (CZE) 150-166 (64-63, 86-103)

Finale

Il Real Madrid ha conservato il nucleo campione dell’anno precedente. La leggenda del basket spagnolo Emiliano Rodriguez è affiancata da Miles Aiken e dal naturalizzato Clifford Luyk, mentre Bob McIntyre è stato sostituito con Wayne Brabender, guardia-ala uscita da Minnesota e scelta in uno degli ultimi round del draft dai Philadelphia 76ers: sbarcato in Europa per fare esperienza, Brabender non tornerà negli States per giocarsi la carta NBA, ma diventerà uno dei pezzi fondamentali del Real Madrid per 16 lunghi anni, tra il 1967 e il 1983.

La finale, giocata l’11 aprile 1968 al Palais des Sports de Gerland di Lione davanti a 8.000 spettatori, segna un nuovo trionfo del Real Madrid, impostosi per 98-95 grazie alle ottime prestazioni del suo trittico di americani: Miles Aiken segna 26 punti, Clifford Luyk 24 e Wayne Brabender 22. I blancos sollevano così il loro secondo trofeo consecutivo, il quarto negli ultimi cinque anni.

  • Real Madrid (SPA) – Spartak Brno (CZE) 98-95

scritto da Daniele Fantini

Stagione precedente: Coppa dei Campioni 1966-67